Ritornata da Pienza, Claudia si trova di nuovo immersa nella sua quotidianità che non riesce più a soddisfarla. Totalmente coinvolta negli impegni familiari, districandosi fra figlio, nuora e nipotina, cerca una realizzazione personale che non riesce a intravedere.
Riuscirà finalmente ad averla quando, con l’amica Flora, darà vita a una associazione per aiutare le donne in difficoltà.
Il suo nuovo interesse le offrirà l’opportunità di fare i conti con il proprio passato, superando la sua precedente condizione di moglie e madre e riscoprendo una nuova se stessa diversa e migliore.
Vorrebbe proprio cambiarlo quel divano o non averlo affatto acquistato, già da quando Enrico nel negozio si era imposto intervenendo sia sulla scelta di foderarlo in pelle sia sul modello che lei, Claudia, non trovava affatto comodo. Ma Enrico era fatto così, badava più all’estetica, quella di cui si riempivano la bocca gli arredatori, che non alla comodità nel quotidiano. Risultato: anni di sedute innaturali secondo lei; benessere e design perfettamente accordati secondo lui. Ma ora, che si sente catturata da una forza di gravità che lei ha etichettata come insopportabile stanchezza, le va bene anche quell’imponente oggetto perché le offre finalmente la possibilità di sdraiarsi.
Le pare che una forza oscura la tenga inchiodata sul freddo cuscino mentre adagia piano piano la schiena, sentendo la colonna distendersi come una catena e scricchiolare.
“Come passa il tempo, povera me!”, pensa lasciando che quella lamentela sfumi con il ripasso di tutte le incombenze che le restano da fare. Vertebre e pensieri si sistemano, come se ci fosse un tacito accordo tra loro affinché Claudia possa chiudere per una decina di minuti gli occhi (non di più, per carità!) e riprendersi. La casa è silenziosa, e questa volta anziché viverla come un inconveniente che rimarca di più la solitudine, gliene è grata. Pochi minuti, non chiede nulla di più.
Riuscirà finalmente ad averla quando, con l’amica Flora, darà vita a una associazione per aiutare le donne in difficoltà.
Il suo nuovo interesse le offrirà l’opportunità di fare i conti con il proprio passato, superando la sua precedente condizione di moglie e madre e riscoprendo una nuova se stessa diversa e migliore.
Estratto
Vorrebbe proprio cambiarlo quel divano o non averlo affatto acquistato, già da quando Enrico nel negozio si era imposto intervenendo sia sulla scelta di foderarlo in pelle sia sul modello che lei, Claudia, non trovava affatto comodo. Ma Enrico era fatto così, badava più all’estetica, quella di cui si riempivano la bocca gli arredatori, che non alla comodità nel quotidiano. Risultato: anni di sedute innaturali secondo lei; benessere e design perfettamente accordati secondo lui. Ma ora, che si sente catturata da una forza di gravità che lei ha etichettata come insopportabile stanchezza, le va bene anche quell’imponente oggetto perché le offre finalmente la possibilità di sdraiarsi.
Le pare che una forza oscura la tenga inchiodata sul freddo cuscino mentre adagia piano piano la schiena, sentendo la colonna distendersi come una catena e scricchiolare.
“Come passa il tempo, povera me!”, pensa lasciando che quella lamentela sfumi con il ripasso di tutte le incombenze che le restano da fare. Vertebre e pensieri si sistemano, come se ci fosse un tacito accordo tra loro affinché Claudia possa chiudere per una decina di minuti gli occhi (non di più, per carità!) e riprendersi. La casa è silenziosa, e questa volta anziché viverla come un inconveniente che rimarca di più la solitudine, gliene è grata. Pochi minuti, non chiede nulla di più.
(il romanzo continua)
ISBN 979-12-5512-075-9
dim 18 cm x 13 cm
pag. 186
pag. 186

