Sopravvissuta a una serie di malattie mortali, la popolazione mondiale ha creato un unico Parlamento Mondiale degli Stati per gestire l’emergenza. Sotto la guida di filosofi e scienziati, la vita delle persone sembra destinata a restare serena, anche grazie a cure all’avanguardia e a compagni bionici capaci di simulare emozioni e di soddisfare ogni desiderio o esigenza.
La vita tranquilla di Mayla, la protagonista di questo romanzo, viene sconvolta quando suo marito Darko rimane vittima di un attentato.
Determinata a trovare i colpevoli, Mayla si infiltra nel gruppo eversivo G.A.Li.Na. ed entra in contatto con le idee, le rivendicazioni, i pensieri e la filosofia del gruppo e del loro leader Marco.
Combattuta fra il proprio passato e la nuova realtà, a Mayla sorge un dubbio: chi ha davvero ragione?
Un romanzo che è destinato a far riflettere e far pensare ogni lettore.
Estratto

Mayla percepì un fastidio nelle orecchie, irritata cercò di scacciarlo e ci riuscì. Ora non lo sentiva più, ma una voce maschile l’apostrofò: «Mayla coraggio devi alzarti, la sveglia l’ho già spenta io!»
«L’hai spenta tu? Ma chi sei tu?», disse ancora mezza addormentata.
«Mayla, sono Oscar la tua "unità di ristoro”, mi hai dimenticato? Eppure sono già due anni che sono al tuo servizio, non ricordi? Dai, svegliati o perderai il treno!»
Vide che ancora non si era vestito, si stropicciò gli occhi e lo riguardò in un certo modo. Lui l’apostrofò: «No Mayla, non ieri sera».
Ormai completamente sveglia gettò le coperte a lato e si apprestò ad alzarsi, anche lei non aveva nulla addosso, una volta in piedi si guardò allo specchio che occupava buona parte della parete in fondo, poi guardò ancora lui e disse: «Oscar tu non me la racconti giusta!»
«Ma perché questo dubbio? Sono stato nel tuo letto tante volte, perché dovrei negarlo, ieri sera eri stanca e ti sei addormentata quasi subito, stanotte ti sei rigirata molte volte, pareva fossi agitata, devi aver sognato».
Ancora stordita si infilò sotto la doccia.
«Ti serve aiuto?», era la voce di Oscar dall’altra stanza.
«No grazie, sono già abbastanza in ritardo, oggi faccio da sola!»
La voce di Mayla coperta dallo scroscio dell’acqua difficilmente sarebbe stata udibile da orecchio umano, ma Oscar non era umano.

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Il Parlamento Mondiale degli Stati (The World Parliament of States) era stato costituito dopo ben tre pandemie che, dovute a uno sconosciuto virus mutante, si erano succedute una dietro l’altra, e in meno di un decennio avevano quasi dimezzato la popolazione mondiale.
In un primo tempo le varie nazioni avevano tentato di gestire l’emergenza tramite i propri governi, ma già all’arrivo del secondo virus ci si rese conto che il controllo organizzato a livello nazionale era mera utopia.
Gli ospedali, causa l’eccessivo numero di contagiati, non riuscivano a dare assistenza a tutti. Si tentò con improvvisati ospedali tenda di tipo militare, si requisirono e attrezzarono capannoni e spazi in disuso per sopperire alle carenze, ma in breve morti e sepolture divennero quotidianità e si dovette ricorrere alla cremazione per contenere gli spazi nei cimiteri e riuscire a inumare o murare nei loculi, le piccole urne contenenti le ceneri al posto delle ingombranti bare.
L’economia mondiale, dapprima vacillante, verso la fine della seconda pandemia entrò in assoluta crisi e ai morti per il virus si aggiunsero i numerosi suicidi degli imprenditori sul lastrico e delle maestranze senza lavoro: uomini e donne privi dei mezzi per sfamare se stessi e le loro famiglie, preferivano la morte al tormento di vedere i propri figli affamati e contagiati spegnersi davanti ai loro occhi. Alcuni di loro li portavano con sé, certi che una morte rapida sarebbe stata meglio che una lunga agonia per fame o malattia, senza contare l’aumento della delinquenza dovuta a necessità.
Qualche anno prima del 2030, si cominciò a capire che non esisteva alternativa se non tentare una gestione sanitaria unica dell’emergenza.
Interminabili riunioni si svolsero tra i rappresentanti degli stati più grandi ed economicamente più ricchi, essi vedevano le loro risorse umane ed economiche andar distrutte in poco tempo, con l’aiuto degli scienziati e della logica, capirono che l’unico modo per tamponare questo disastro era farlo tutti insieme con un’unica strategia che coinvolgesse l’intero mondo.
A poco a poco si unirono a loro anche stati più piccoli contrari o dissidenti, che in nome della salvezza del loro paese rinunciarono ad assurde ideologie politiche e alle dottrine che le avevano fin qui sostenute e nacque “The World Parliament of State”.
A convincere un po’ tutto il mondo che quella era la giusta e unica possibile direzione, fu l’imprevista e rapida intesa tra gli Stai Uniti e la Federazione Russa a cui presto si unirono l’Unione Europea e molti stati orientali, infine “obtorto collo” aderirono anche quei governi storicamente più scettici, come la Cina.
La gente aveva paura della morte e la soluzione di una difesa unita dava la speranza di poter uscire dalla pandemia, del resto qualunque governo nazionale che si fosse dichiarato negativamente avrebbe dovuto renderne conto ai propri abitanti e sicuramente ne avrebbe pagato le conseguenze.
La gente era allo stremo della resistenza, non esisteva famiglia nel mondo che non dovesse piangere i propri morti e non temesse per la sopravvivenza di quelli ancora in vita, i politici reticenti all’accordo avrebbero sicuramente rischiato il linciaggio.
Quando si riuscì a trovare un vaccino adeguato che fosse efficace anche sulle mutazioni, si poté finalmente tornare a una vita normale, ma intanto la popolazione mondiale che all’inizio delle tre pandemie era poco al di sotto degli otto miliardi, nel 2030 si era attestata a circa quattro miliardi, la metà degli esseri umani viventi sulla terra non c’era più.
Le stragi più terribili si verificarono in quei paesi con il numero di abitanti più alto come la Cina, che nonostante la durezza delle misure adottate dal regime, a un certo punto non fu più in grado di arginare le numerose insurrezioni popolari e le proteste in piazza. Benché una voce femminile dagli altoparlanti installati nelle strade, ricordasse a intervalli regolari: “Non provate a uscire di casa o vi spareranno a vista”, non si riuscì a sedarle e portarono all’inevitabile assembramento con conseguente maggior diffusione del virus e con l’aggiunta di ulteriori morti che, colpiti dai proiettili, per giorni venivano lasciati stesi nelle piazze delle maggiori città dove la ribellione era stata più intensa e indomabile, un po’ a monito e un po’ per la difficoltà che la polizia e gli addetti incontravano nel rimuoverli, rimanendo scoperti agli attacchi di gruppi organizzati e inferociti che, approfittando del delicato momento, li assaltavano.
Con la partecipazione agli incontri e la successiva adesione a “The World Parliament of States” la popolazione della Cina si calmò nell’attesa dei nuovi eventi risolutivi promessi in cui tutti speravano, ma i sopravvissuti erano giunti a meno della metà e la grande crescita economica cinese era un mero ricordo.
Con l’economia mondiale stesa a terra, la povertà si era diffusa in ogni angolo del pianeta, le Borse erano in crollo perenne e nessuno poteva dirsi al riparo dagli eventi.
In India dove l’ascetismo contribuì non poco alla maggior diffusione del virus tra le caste più basse, la situazione, per quanto diversa nei modi, nella esecuzione e nella repressione della protesta nazionale, ebbe risultati addirittura peggiori che in Cina.
Ovviamente non si salvarono nemmeno i paesi geograficamente più piccoli, soprattutto quelli con densità abitativa importante come l’Italia e il Giappone.
Il virus, molto democraticamente, non riconosceva né ideologie, né religioni, né politiche: migliaia di morti si contarono sia tra chi ne sosteneva l’inesistenza, sia tra chi pregava il proprio Dio, sia tra chi protestava dando colpe e responsabilità al governo di turno.
In Africa e in altri paesi di scarsa cultura e di bassa ricchezza economica, furono la limitata comunicazione e l’ignoranza di una popolazione volutamente poco informata, a causarne la diffusione e le migliaia di morti.
Ma alla fine del terzo decennio del nuovo millennio, le sinergie messe in atto dal Parlamento Mondiale, ovvero, dall’unione e condivisione senza segretazioni di sorta tra i vari laboratori di ricerca mondiale, portarono alla creazione del vaccino e alla fine di cotanto umano dramma.

(il romanzo continua...)

ISBN 979-12-5512-074-2
2093
pag. 204
€ 16,00